<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" version="2.0"><channel><atom:link rel="hub" href="http://tumblr.superfeedr.com/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"/><description>accusation denial denali. I go about things the wrong way. more than meets the eye. my head, your shelter. a sense of wonder only slightly used. frankly I’ve never been able to remember if I have a Owen Wilson’s nose or just a sharp self-irony. so long and thanks for all the fish. “My hovercraft …” (pantomimes puffing a cigarette) “… is full of eels.” (pretends to strike a match)</description><title>growin' (maybe)</title><generator>Tumblr (3.0; @endism)</generator><link>http://endism.tumblr.com/</link><item><title>l'unico Capodanno che non fece schifo (liberamente ispirato) </title><description>&lt;p&gt;sarebbe dovuta starmi antipaticissima: così piovuta dal cielo, così benvoluta, così pronta a sorridere con calore, ragion per cui, per contrasto, il mio atteggiamento normalmente sobrio senza guizzi, sembrava saccente e scontroso.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt; eppure riconoscevo in lei la stessa meraviglia e gratitudine che avrei provato io se fossi stata al centro dell’attenzione di tutti. anche lei non era mai stata abituata a una situazione così favorevole; si stava rendendo conto di essere un brutto anatroccolo che, senza trasformarsi in cigno per importanti quanto vacui limiti fisici, si trovava sulla buona strada per diventare interessante, per sembrare sensibile, accogliente e riflessiva. e a chi importava in quel momento che lo fosse veramente, quando sembrava che trionfasse l’unicità come complessivo multisfaccettato  pregio che vale davvero?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;normalmente intelligente, genuinamente modesta, capì che quel momento d’oro in cui era benvoluta e accettata, non come simpatica macchietta, né come persona genericamente in gamba con cui si può parlare di tutto ma che se le fighe avessero quel carattere così docile non sarebbero così fighe, andava sfruttato appieno. &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;avrebbe dovuto cogliere l’essenza di ciò che quella sera era così inequivocabilmente propizio. avrebbe dovuto baciare tutti quelli che le si paravano davanti, assaporare il gusto della scelta in una specie di confronto all’americana solitamente destinato alle ragazze desiderabili che giocano con tutti i cuori che vogliono. E fu così che due della compagnia, quasi in contemporanea (sfiorando il suo limite del concetto di inaudito, come numero e come gesto), passarono sotto le sue mani e le sue labbra, e si permise il lusso di scegliere. &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;scelse quello più bruttino anche se aveva a disposizione il belloccio convenzionale. a me piace pensare che l’abbia fatto per punire qualsiasi scontata aspettativa edonista del belloccio e non perché, in un improvviso ritorno alla realtà, abbia ridimensionato i propri obiettivi a qualcosa di potenzialmente più vantaggioso in una relazione a lungo termine.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;non provavo per lei dell’antipatia perché anche io ero abbastanza impegnata in una situazione positiva molto simile che mi impediva di ricamare troppe bonarie considerazioni sul suo momento di gloria, se non a posteriori.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt; di fronte a quella scena innocente e libertina,  ho solo pensato che ero felice per lei, per solidarietà di categoria, ma via telepatica cercavo di avvisarla di non mostrarsi così grata. quelli intorno a lei sapevano già che era vulnerabile: se si fosse dimostrata troppo riconoscente avrebbe svelato tutti gli aspetti della sua vulnerabilità.&lt;/p&gt;</description><link>http://endism.tumblr.com/post/38076509673</link><guid>http://endism.tumblr.com/post/38076509673</guid><pubDate>Sun, 16 Dec 2012 13:13:05 -0500</pubDate></item><item><title>standby</title><description>&lt;p&gt;Comincio a comprendere in modo cristallino, enumerabile  persino, quali sono le conseguenze dell’incontrare una persona sbagliata che credevi giusta. Comprendo ora come le persone possano sigillare il cuore, continuando a dare confidenza, peggiorando la situazione, generando altra incomprensione e tristezza in coloro che cercano di scaldarle, di amarle nel momento sbagliato. È inutile e non dipende assolutamente dal valore della persona che si avvicina a te (“è colpa mia, non tua” spesso dicono), te che sei ormai arido, amareggiato, pronto a provare solo nausea, i cui sensi possono destarsi solo se trovi qualcuno più problematico di te. Perché ormai, solo l’emozione ruvida, il senso di privazione, l’anelare una cosa che non sarà mai completamente tua, ti fa scattare come una molla a reclamare il maltolto esistenziale.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://endism.tumblr.com/post/19899686054</link><guid>http://endism.tumblr.com/post/19899686054</guid><pubDate>Sun, 25 Mar 2012 12:59:19 -0400</pubDate></item><item><title>http://whenindoubtcastle.wordpress.com/</title><description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://whenindoubtcastle.wordpress.com/"&gt;http://whenindoubtcastle.wordpress.com/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://endism.tumblr.com/post/15152084054</link><guid>http://endism.tumblr.com/post/15152084054</guid><pubDate>Sun, 01 Jan 2012 19:44:35 -0500</pubDate></item><item><title>Territorio di Krasnojarsk </title><description>&lt;p&gt;ieri mi recai in un locale centro commerciale di vecchia concezione con un arredo urbano di marmo marroncino e neon drammatici che tingevano aria e volti di una tristezza affascinante, catapultandomi in un ipotetico distretto di una qualche siberia. Un nonluogo così nonluogo da essere luogo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;A completare il senso di spaesamento, mi aspettava il primo piano, colonizzato dai cinesi con un negozio di abbigliamento, biancheria, biancheria sexy (le mutande rosse per lui col prolungamento imbottito a forma di cobra di pelouche), casalinghi e giocattoli.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Vagando per gli scaffali pieni di ninnoli, SICURAMENTE A MARCHIO CE, il mio freddo interiore mi condusse verso gli accessori per auto, a interessarmi di un prodotto DE-ICER per il parabrezza per quando arriveranno le gelate reali, nel mondo fisico.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Mi ero illusa che potesse funzionare, anche ad un prezzo tutto sommato contenuto, poi lessi le complesse avvertenze riguardo lo smaltimento della bomboletta vuota; forse il cesio è meno impegnativo da smaltire di un DE-ICER.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ci vidi tante metafore, e tornai a casa a mani vuote con, se possibile, ancora un pochino di freddo in più.&lt;/p&gt;</description><link>http://endism.tumblr.com/post/14010263440</link><guid>http://endism.tumblr.com/post/14010263440</guid><pubDate>Sat, 10 Dec 2011 06:34:49 -0500</pubDate></item><item><title>Meditations in an Emergency </title><description>&lt;p&gt;&lt;span&gt;          My eyes are vague blue, like the sky, and change all the time; they are indiscriminate but fleeting, entirely specific and disloyal, so that no one trusts me. I am always looking away. Or again at something after it has given me up. It makes me restless and that makes me unhappy, but I cannot keep them still. If only I had grey, green, black, brown, yellow eyes; I would stay at home and do something. It’s not that I am curious. On the contrary, I am bored but it’s my duty to be attentive, I am needed by things as the sky must be above the earth. And lately, so great has &lt;em&gt;their&lt;/em&gt;anxiety become, I can spare myself little sleep. &lt;br/&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://endism.tumblr.com/post/13406505563</link><guid>http://endism.tumblr.com/post/13406505563</guid><pubDate>Sun, 27 Nov 2011 12:30:30 -0500</pubDate></item><item><title>Il sentimento dell&amp;#8217;ineluttabile genera l&amp;#8217;autentico e il suo impalpabile valore aggiunto...</title><description>&lt;p&gt;Il sentimento dell&amp;#8217;ineluttabile genera l&amp;#8217;autentico e il suo impalpabile valore aggiunto del perfetto aiuto/amore disinteressato. Chi si rende conto di quanto sia impossibile raggiungere l&amp;#8217;altro nell&amp;#8217;animo, con rassegnato nichilismo costruttivo,  paradossalmente è colui che saprà più avvicinarsi alla dedizione incondizionata nel momento in cui proverà a farlo. &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Sto aspettando il momento in cui mi libererò del peso della mediazione e deciderò razionalmente e in modo convincente per me stessa che per stare bene bastano gli specchi di sincerità, che l&amp;#8217;autenticità  e la trasparenza nelle risposte dell&amp;#8217;altro sono solo quello: se è tutto uno specchio, allora gli specchi di sincerità sono sincerità.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ma spero di poterti consegnare queste ed altre parole anche prima.&lt;/p&gt;</description><link>http://endism.tumblr.com/post/13109246110</link><guid>http://endism.tumblr.com/post/13109246110</guid><pubDate>Mon, 21 Nov 2011 07:33:47 -0500</pubDate></item><item><title>Add a Text Post</title><description>&lt;p&gt;Comprendere, prendere con sé, in un certo qual modo. Essere compresa, essere accettata, con la propria esperienza, i propri difetti, le proprie ripetizioni, le proprie mancanze, con il proprio sospetto, fastidioso, poiché dotata di buona memoria, di avere la sensazione di ripetersi, di non aggiungere molto al discorso globale di interazione. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La complessità che schiaccia, che rende muti quando tutti parlano. L&amp;#8217;incantarsi di fronte alla spavalderia altrui, di coloro che argomentano, che discettano, che straparlano, che proferiscono nozioncine, che ci provano benissimo o malissimo, quando tu vieni solo sopraffatta dal tuo stesso giudizio e la mente si riempie di vuoto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Temere la vita da Lidl, affogata nella banalità insidiosa, impalpabile eppur presente: quando lo dissi, al termine di un tuo ragionamento lucido fiammante, delle piccole lacrime sono sgorgate dai tuoi occhi, e io mi sono semplicemente sentita presa da te. Chissà se tutti prima o poi scendono a patti con quest&amp;#8217;emozione? &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Comprendiamo il mondo assieme, tu ci metti le nozioni, io questi svolazzi di sovranalisi che aggirano l&amp;#8217;ostacolo della complessità da narrare. Forse raggiungeremo una parità nelle nostre menti, forse quando tornerai a casa e mi troverai ad aspettarti, non ti salirà la nausea, ma solo la necessità di parlarmi di nuovo.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://endism.tumblr.com/post/12978727379</link><guid>http://endism.tumblr.com/post/12978727379</guid><pubDate>Fri, 18 Nov 2011 15:57:30 -0500</pubDate></item><item><title>alma matters</title><description>&lt;p&gt;&lt;span&gt;Sarà la stanchezza; L. mi sorride e mi guarda per un tempo più lungo del solito. Se una persona ti guarda per più di 5 secondi dicono si possa incorrere in qualche fraintendimento. Mi costringe ad abbassare lo sguardo per prima, a concentrarmi sul lavoro di bricolage complesso in cui mi sono inconsapevolmente lanciata, come ogni volta, per agevolare i discorsi. Non riesco a stare ferma, parlo e avvicino l&amp;#8217;involucro alla fiamma della candela cercando di toglierlo prima che appesti l’aria con un odore di capelli bruciati, in questo bar franchising di atmosfere messicane della Baviera più benestante. Ascolto me stessa parlare come se ci fosse un’altra persona: un meccanismo di adattamento interiore soft per riuscire a fare due cose assieme. Continuo a dire cose per non interrompere questi strani ritmi di concatenazione e mi brucio perché una pallina di plastica fusa incandescente cade, si piazza risoluta sul mio polso e decide di staccarsi solo quando si raffredda.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;C’è sintonia, lo sa, e mi parla di gente che non conosco. Tenta di raccontarmi di come la sua più grande scocciatura sia quando non riesce a non vivere il weekend e sfruttarlo per fare più cose possibile. Lo guardo poco convinta pensando al senso di ordine che trasmettono le carte geografiche che ha appeso in camera e che mi hanno fatto compagnia per tutto il pomeriggio. Dice che è inquieto, che si incazza, che se le cose non vanno come dice lui diventa una bestia. Non ci credo: io ci vedo solo un carattere equilibrato, una dimestichezza rara con il mondo esterno e l’entusiasmo di quando segue con il dito le traiettorie attraverso i monti e i pallini delle città creando itinerari, esclamando: “E poi andiamo qui che è bello!”, alzando lo sguardo in attesa di proposte. Ed è facile fornire pareri simili o contrari altrettanto entusiasti. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;È la prova di come ci si può trovare bene con persone che non condividono interessi basilari. Di come le variazioni di coinvolgimento per i rispettivi interessi diventano zone franche di discorso in cui nasce rispetto e ammirazione. Reciproca stima, forse nel senso più fantozziano del termine, ma forse anche l’unico modo in cui posso spiegare un onesto equilibrio di amicizia uomo/donna dove nessuno ci perde, dove non esiste malizia, dove il silenzio è davvero silenzio e gli arrivederci arricchiscono sempre. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;E intanto a Berlino mi abbordano le tipe.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;&lt;span&gt;&lt;br/&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://endism.tumblr.com/post/12970369462</link><guid>http://endism.tumblr.com/post/12970369462</guid><pubDate>Fri, 18 Nov 2011 11:18:32 -0500</pubDate></item><item><title>come sei stata</title><description>&lt;p&gt;un giorno mi ricorderò di questo periodo in cui ho cercato di cancellare aspettative, calcoli, congetture e strategie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;mi guarderò con indulgenza, sicurezza e tenerezza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;sorriderò ricordandomi quante volte mi sono chiesta come fanno gli altri a cavarsela.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;
&lt;p&gt;sorriderò ricordandomi quante volte mi sono chiesta cosa mi piace fare veramente.&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;abbraccerò e vorrò bene a queste onde di emozioni, saprò convivere con l&amp;#8217;ineluttablità scialba di questi pezzi di problemi. &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;le lacrime ora scendono copiose nella notte, così metodiche, così fresche, che sono quasi diventate uno stile di vita. riempio i viaggi in macchina con le mie lacrime, fino a sentire la radio confusa e distante, fino ad incantarmi con il verde brillante dei semafori, mentre sottopongo il mio passato, il mio presente e il mio futuro a giudizio affilatissimo. &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;proverò dell&amp;#8217;orgoglio per me ricordandomi la volta in cui ho saputo chiedere a gran voce un aiuto ammettendo che qualcosa da qualche parte si è infranto, è mutato ma ha anche rilasciato frammenti di cose buone di me che mi avrebbero aiutato, per vie misteriose, a diventare felice e soddisfatta, serena con gli altri, con le mie paure, con il vero della mia anima, a non aver paura delle conseguenze di un Ti voglio bene quando sento di dirlo, forte di questa spontaneità che ora sento solo come foriera di guai. &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;mi ricorderò e saprò coccolare l&amp;#8217;immagine tutte le volte che ho premuto la faccia dentro il cuscino per soffocare il singhiozzo inarrestabile nella casa silenziosa, e quella volta che mi ha fermato la Finanza e io per evitare che vedessero i miei occhi gonfi mi sono strofinata goffamente il viso nella manica. &amp;#8220;Si sente bene?&amp;#8221; hanno chiesto. &amp;#8220;Grandi preoccupazioni familiari&amp;#8221; ho sussurrato, ma almeno mi hanno lasciato andare subito.&lt;/p&gt;</description><link>http://endism.tumblr.com/post/10569518067</link><guid>http://endism.tumblr.com/post/10569518067</guid><pubDate>Fri, 23 Sep 2011 17:44:05 -0400</pubDate></item><item><title>let me let me let me</title><description>&lt;p&gt;È il momento in cui bisogna stare calmi, in cui non dovrei riversare nulla di scritto per non avere sotto gli occhi quello che a distanza di breve tempo potrei leggere come &amp;#8220;tempi felici passati&amp;#8221;. E già solo così mi si inumidiscono gli occhi.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Questo ostinarsi a tenere tutto sospeso, a vivere solo oralmente e emozionalmente questa intensa inquietudine, pedalando forte respirando profondamente ascoltando questo respiro percependo il freddo delle lacrime che si asciugano sulle guance col vento, fa parte di un&amp;#8217;insicurezza di fondo nelle mie capacità carismatiche che non ho ancora saputo dominare.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Eppure questa volta scrivo, dolorosamente, perché se qualcosa andrà storto dovrò tornare su queste pagine e affrontare ciò che ho perduto. Se l&amp;#8217;ho perduto. Ma perché dovrei pensare che l&amp;#8217;ho perduto?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ho colpito una persona nel profondo. Posso dirlo. Ma quanto potrà resistere senza di me? Dopo quanto le cose che abbiamo condiviso diventeranno ricordi annacquati di cui poter quasi fare a meno, o  da rivivere ridimensionati?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Le relazioni che si susseguono, i rapporti che allaccio con persone speciali, a ondate diventano sempre più qualitativamente preziosi. Sento che riesco a comunicare qualcosa di abbastanza speciale. So entrare in alcune interessantissime solitudini,  e so farlo in punta di piedi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho percepito grande sincerità e mi ha scaldato il cuore. Ma quanto posso dirglielo prima di apparire petulante? Quando questa severità con me stessa diventa pericolo reale?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Non saprei dire se sono una persona che ha bisogno di essere rassicurata; mi affido a comportamenti familiari, a schemi che ad esempio hanno permesso l&amp;#8217;amore fra i miei genitori e mi sembra tutto così irraggiungibile da una come me, forse docile, forse scialba, forse stabile, forse troppo noiosa per rimanere impressa. &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Sto scrivendo, mi interrompo per fuggire in bagno e guardare il mio riflesso nello specchio mentre piango, proprio come piangevo nel suo bagno pregando supplicando qualche indefinito essere superiore, lui, me, il mondo, che non intervenga nessun elemento di qualsiasi natura a interrompere tanta empatia genuina leggera e bella.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Per una volta nella mia vita, lasciami ottenere ciò che voglio. Sarebbe la prima volta.&lt;/p&gt;</description><link>http://endism.tumblr.com/post/9306219549</link><guid>http://endism.tumblr.com/post/9306219549</guid><pubDate>Tue, 23 Aug 2011 17:35:56 -0400</pubDate></item><item><title>un tamas al giorno: 263.</title><description>&lt;a href="http://tagestamas.tumblr.com/post/7918136172"&gt;un tamas al giorno: 263.&lt;/a&gt;: &lt;p&gt;&lt;a href="http://tagestamas.tumblr.com/post/7918136172"&gt;tagestamas&lt;/a&gt;:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;Va di moda, tra i ricchi, scegliere le mete di vacanza estiva nel modo in cui i bambini scelgono, sul mappamondo, i luoghi in cui abiteranno in futuro, ossia semplicemente facendolo girare vorticosamente e poi fermandolo brutalmente con un dito buttato a caso sul globo; adesso invece si fa così…&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;</description><link>http://endism.tumblr.com/post/8504288279</link><guid>http://endism.tumblr.com/post/8504288279</guid><pubDate>Fri, 05 Aug 2011 01:40:25 -0400</pubDate></item><item><title>ramirez-dahmer-bundy:

On May Day, just after leaving her...</title><description>&lt;img src="http://24.media.tumblr.com/tumblr_lpcsj7ijdj1qe50yto1_400.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://ramirez-dahmer-bundy.tumblr.com/post/8426676280"&gt;ramirez-dahmer-bundy&lt;/a&gt;:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;On May Day, just after leaving her fiancé, 23-year-old Evelyn McHale  wrote a note. ‘He is much better off without me … I wouldn’t make a  good wife for anybody,’ … Then she crossed it out. She went to the  observation platform of the Empire State Building. Through the mist she  gazed at the street, 86 floors below. Then she jumped. In her desperate  determination she leaped clear of the setbacks and hit a United Nations  limousine parked at the curb. Across the street photography student  Robert Wiles heard an explosive crash. Just four minutes after Evelyn  McHale’s death Wiles got this picture of death’s violence and its  composure.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;</description><link>http://endism.tumblr.com/post/8434617794</link><guid>http://endism.tumblr.com/post/8434617794</guid><pubDate>Wed, 03 Aug 2011 14:07:09 -0400</pubDate></item><item><title>Va tutto bene</title><description>&lt;p&gt;finché ci si dà segnali che va tutto bene.&lt;/p&gt;</description><link>http://endism.tumblr.com/post/8055565629</link><guid>http://endism.tumblr.com/post/8055565629</guid><pubDate>Mon, 25 Jul 2011 16:55:21 -0400</pubDate></item><item><title>cose, libri.</title><description>&lt;p&gt;Oscillando fra piane routine penso a quanto possa essere nocivo leggere libri di narrativa, quelli che inconsapevolmente scelgo fra i più struggenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Riverso passaggi e riflessioni nella vita quotidiana; spero di ritrovare nello sguardo di qualcuno una particolare attrazione descritta in questo o quell&amp;#8217;altro libro. Cerco un sorriso timido che si spegne in un&amp;#8217;occhiata nell&amp;#8217;opposta direzione, i tempi morti dolci mentre si evitano le parole sciatte, l&amp;#8217;interesse sincero per le nostre opinioni unite. Ma quando ritrovo questi sguardi d&amp;#8217;affezione in persone per me non rilevanti, che, per un motivo o per l&amp;#8217;altro, come legittimo per tutti, non vorrei entrassero troppo nella mia vita, ho il mio modo bizzarro di chiudermi a guscio, con dei comportamenti che vorrei fossero misurati, gentili e non fraintendibili e invece spesso risultano l&amp;#8217;esatto contrario. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Temo di non sapere padroneggiare i silenzi neutri perciò parlo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Temo di essere troppo fredda e invece appaio troppo gentile e interessata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi vedo, mi sento, mentre mi comporto così e sembro incapace di darci un taglio come sanno fare gli altri senza troppo pensarci.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Offro speranze - e a volte lo so cogliere nei loro occhi, anche se non ci credo mai fino in fondo, ed è un fondo a cui non voglio arrivare - perché inizio a raccontare di me, come sotto Penthotal, per paura dell&amp;#8217;equivoco. Mi guardo dall&amp;#8217;esterno e mi chiedo quanto sia giusto o normale per un qualsiasi personaggio narrativo comportarsi in questo modo eccessivamente sorridente, eccessivamente accogliente, eccessivamente masochista.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi chiedo oltretutto perché dovrebbe fregarmene, ma a questo quesito non trovo risposta neanche se mi impegno, perciò mi interesserebbe saperlo e basta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Altre volte leggendo di dettagli di mani incrociate, movimenti leggeri, letti disfatti inondati di luce, reinterpreto comportamenti di persone per me rilevanti che hanno interagito con me e so solo sottrarne l&amp;#8217;affetto e renderli di nuovo casualità buffe. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gesti che non hanno mai significato nulla, per quanto eloquenti, perché  i sentimenti sono troppo arbitrari e soprattutto volatili: è plausibile che dall&amp;#8217;oggi al domani un rapporto, una necessità di donare cure, una volontà di approfondire la conoscenza con una persona si spenga di colpo. Dopotutto non siamo personaggi di un libro.&lt;/p&gt;</description><link>http://endism.tumblr.com/post/5965450855</link><guid>http://endism.tumblr.com/post/5965450855</guid><pubDate>Sun, 29 May 2011 10:45:00 -0400</pubDate></item><item><title>zen</title><description>&lt;p&gt;In fondo rassegnarsi alla sua irraggiungibilità è parte integrante di ciò che provo per lui.&lt;/p&gt;</description><link>http://endism.tumblr.com/post/3908350459</link><guid>http://endism.tumblr.com/post/3908350459</guid><pubDate>Wed, 16 Mar 2011 19:38:08 -0400</pubDate></item><item><title>La banalità del bene*  </title><description>&lt;p&gt;&lt;span&gt;Le mezze storie incredibili che ho avuto in questi anni. &lt;br/&gt;Io e l&amp;#8217;altro, incapaci di ottimizzare investimento emotivo e realizzazione concreta, a tal punto che a volte credo che qualcuno si sia inventato dei sentimenti per me. Mentre lo scrivo me ne convinco sempre di più (sennò come può essere sopportabile questa tensione), ma se lo leggo a voce alta me ne convinco sempre di meno.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Le mie mezze storie bislacche, come se io non riuscissi a trovare un&amp;#8217;uscita da me stessa.&lt;br/&gt;Non lo dico per vantarmi di improbabili record al contrario, per inventarmi che &amp;#8220;me li becco tutti io&amp;#8221;, non lo dico per provare per loro quel rancore sfigato che alcune cercano di incanalare nell&amp;#8217;ironia crudele e malriuscita di post fieramente femminili alla sex and the city dove si ride sguaiatamente delle debolezze altrui solo nel momento in cui ci feriscono, quando le isteriche siamo forse noi ma non è questo il punto.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Le mie storie bislacche, ché quando ne racconto lo svolgimento (con discrezione) gli amici uditori esterni allargano le braccia in un gesto ampio di sollievo interrompendomi sorridendo con la soluzione in pugno: &amp;#8220;Ah beh, se è così allora siamo a cavallo! tu porta pazienza&amp;#8221;. &lt;br/&gt;Io rispondo solo: &amp;#8220;Sì&amp;#8221; o &amp;#8220;Buh, sì.&amp;#8221; e poi cambio argomento. Anche per non rischiare di ribaltare, causa nervoso compresso, il tavolino del bar e tutti gli sprizzaperol sopra, casomai volassero tautologici escamotage consolatori come un &amp;#8220;si vede che non gli piaci abbastanza&amp;#8221; / &amp;#8220;non hai ancora trovato quello giusto&amp;#8221;.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Da qualche tempo ho imparato a fare così, a dire &amp;#8220;Buh&amp;#8221; concilianti e sorridenti, e a cambiare argomento invece di insistere con le mie analisi ed interpretazioni giocoforza fallaci. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Fa bene ai miei uditori e fa bene a me, perché così non mi addentro in paranoie successive, in cui mi convinco, mano a mano le frasi fatte escono dalle loro bocche, che a loro non frega nulla di aiutarmi ad uscire da queste situazioni bislacche, che non ne sono in grado o hanno una visione della vita un po&amp;#8217; danneggiata, o chi sono io per giudicarlo eppure lo faccio.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Le mie mezze storie incredibili riguardano persone che secondo me sono straordinarie, che di solito vivono momenti un po&amp;#8217; di transizione e preferiscono parlare o ascoltare a lungo, che compiono gesti carini quasi sempre indovinati, che mi fanno incazzare con i loro atteggiamenti incongruenti, i loro &amp;#8220;pero&amp;#8217; possiamo restare abbracciati tutta la notte senza fare niente sarà bellissimo lo stesso&amp;#8221;. I loro, non i miei. Io non lo dico e non lo faccio, perché la produzione musicale e letteraria che ho affrontato in questi anni di esistenza terrena mi ha reso consapevole degli effetti devastanti che possono avere determinate incongruenze sulle persone che ti vogliono bene, bene vero o presunto ma nel dubbio mi comporto con rispetto, attenta per quanto possibile a creare aspettative proporzionate. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Io, le mie storie bislacche non le cerco mai, proprio per non finire in storie bislacche; aspetto (senza aspettare) che gli altri incappino nella mia esistenza, facciano la loro proposta (a volte coerente con il loro atteggiamento complessivo, a volte solo parzialmente coerente) così oltre alla sorpresa di essere piaciuta a qualcuno che ritengo in gamba scatta anche la lusinga: il metodo ideale per affezionarsi troppo quando il loro momento di transizione finirà e ritroveranno la via per le sane relazioni esogene con gente regolare. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Io non so se mi ritrovo in un periodo di transizione. È un&amp;#8217;era zoologica. Se fossi io a scegliere, potrei decidere quando azionare l&amp;#8217;interruttore ON/OFF, tenendolo acceso quando mi sento la primavera dentro e spento quando ho una giornata troppo grigia. Basterebbe fissarsi su una determinata caduta di stile per fare spallucce e dirsi, almeno per rimandare la questione, che &amp;#8220;in fondo mi ero sbagliata, lui non è questo granché&amp;#8221;. Sarebbe comodo, ma a trent&amp;#8217;anni suonati, temo ancora atavicamente il rifiuto di un mio primo passo. E non mi sento ancora pronta per usufruire dei broncetti, dei ricatti, delle sbuffatine annoiate, da mettere sul piatto subito così quell&amp;#8217;altro accetta pregi e difetti in toto irrazionalmente, da bravo cagnolino schiavo della f**a.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Questo per dire che la scena unica della cucina di Ben Foster/Samantha Morton in &amp;#8220;The Messenger&amp;#8221; mi ha spezzato il cuore; a vedere loro, assieme, così normali, indugiare e soffrire con speranza.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;*(e delle cose scritte di getto)&lt;span&gt;&lt;br/&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://endism.tumblr.com/post/2623964702</link><guid>http://endism.tumblr.com/post/2623964702</guid><pubDate>Thu, 06 Jan 2011 11:00:22 -0500</pubDate></item><item><title>Thirlwell</title><description>&lt;p&gt;&amp;#8220;&lt;span&gt;Poteva pensarla solo oscurata, mentre si sfilava la T-shirt con un braccio che le faceva ombra sulla faccia.&lt;br/&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Così per un&amp;#8217;ultima volta voglio andare in cerca di Zinka.&lt;br/&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Era nel suo appartamento, davanti al televisore, nel soggiorno decorato con stampe di covoni, una facciata di cattedrale che si disintegrava nel crepuscolo. Rimase lì seduta finché ci fu luce, poi andò a dormire. E più tardi quella notte, come sempre, quando Niko tornò a casa si infilò nel letto di Zinka, dove Zinka stava facendo del suo meglio per formare una lettera S. Il letto era in realtà un divano. Si camuffava da letto nell&amp;#8217;oscurità della notte. La fodera era di poliestere a coste, tinto di grigio. Niko cercò di seguire il respiro che le faceva salire e scendere il petto, nitidamente contornato da un lenzuolo. Cercò di sincronizzare il proprio respiro con quello di lei. Nello stesso modo in cui, nelle mattine grigie prima della scuola, quando aveva otto anni e nevicava, si infilava nel letto accanto a sua madre, e cercava di far coincidere il suo respiro con quello di lei. Qualcuno una volta gli aveva detto che la respirazione degli uomini era più veloce di quella delle donne, e questo era il motivo per cui le donne vivevano più a lungo. Così cercava di calmare il proprio respiro. &lt;br/&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Molto lentamente, Niko cominciò a muoversi.&lt;br/&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Provò la sua solita combinazione di erotico e sgradevolmente triste. Mentre trafficava dentro Zinka, mentre lei giaceva sulla pancia, con le gambe piegate in angolazioni che lui non poteva cambiare, che non gli avrebbero permesso di allungarsi nel modo che forse sarebbe piaciuto a Niko, cercò di convincersi che sebbene quella non fosse la vita da sogno che si era immaginato, forse era abbastanza. Forse Niko era felice. &lt;br/&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Ma non ci riuscì.&lt;br/&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;No, molto tempo dopo aver finito con Zinka, che stava facendo finta di essere addormentata, Niko era ancora sveglio a guardare le forme dei libri fondersi e sfocarsi contro il muro, nel buio, nel crepuscolo dell&amp;#8217;alba, sì, molto dopo la sua sconfitta di gemiti e singulti quando si era sollevato sopra di lei, pugnalato alle spalle dal proprio leggero orgasmo. Mentre Zinka giaceva lì, immaginando tutte le altre vite che avrebbe potuto vivere.&lt;br/&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;E poi si addormentarono.&amp;#8221;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://endism.tumblr.com/post/2573044295</link><guid>http://endism.tumblr.com/post/2573044295</guid><pubDate>Sun, 02 Jan 2011 18:37:19 -0500</pubDate></item><item><title>vecchi diari</title><description>&lt;p&gt;Essere sollevati dalla responsabilità di iniziare discorsi di giustificazione dev&amp;#8217;essere una sensazione superba; lo si capisce dalla facilità spensierata con cui mantiene il suo silenzio contemplativo un po&amp;#8217; maleducato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma come biasimarlo, ora conosce il perimetro della sua libertà, molto più ampio di quanto si sarebbe mai aspettato. Ha partecipato a quello che gli era conveniente, come uomo, e come uomo saluta distratto perché alla fine questo distacco non è granché coinvolgente. Leggero e rinfrancato ha sussurrato qualche ora prima un generico grazie, con parole semplici, prima che si dimentichi di questa incombenza e passi per incivile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi abbandona che sto ancora parlando; la mia voce si spegne quando me ne accorgo, ma lui di certo non torna indietro a chiedermi cosa stavo dicendo.&lt;/p&gt;</description><link>http://endism.tumblr.com/post/2470882199</link><guid>http://endism.tumblr.com/post/2470882199</guid><pubDate>Sun, 26 Dec 2010 12:53:47 -0500</pubDate></item><item><title>Aborigeno, ma io e te che cazzo se dovemo di'?</title><description>&lt;p&gt;L., spero tu non legga mai quel che vo scrivendo, perché, stai tranquilla, serve a me.&lt;br/&gt;È ordine nei ricordi, non rancore.&lt;br/&gt;Ieri sera a cena per caso ti hanno consegnato il bicchiere rosso. Rosso, che era perfettamente en pendant con il colore delle tue unghie appena pittate. Hai sollevato il bicchiere con un sorriso timido, in mezzo alla tavolata, attendendo commenti alla mano così ben abbinata. “È lo Chanel 257677qualcosa comprato a Roma che ti ho regalato, vero?” si affretta a chiosare il tuo ragazzo che coglie al volo, dopo un allenamento di anni e anni, l&amp;#8217;occasione per un intervento sicuramente a te gradito e che ti toglie momentaneamente l&amp;#8217;aria malinconica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche gli altri si affrettano a notare la buffa coincidenza infilandoci un complimento gradito sulle tue unghie così curate; io mi alzo da tavola per andare a prendere una cosa lasciata dentro la borsa sul divano nell&amp;#8217;altra stanza, così, a fine serata, quando farai il censimento dei complimenti te ne mancherà uno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al concerto ti guardi attorno smarrita ma sicura. Dentro te, con stoica certezza, sai che in qualunque posto tu entrerai sarai sempre nella Top 5 delle ragazze più belle del locale. Controlli pigramente che lo smalto non si sia scheggiato, intercettando un paio di sguardi a te indirizzati dagli astanti.&lt;br/&gt;Hai appena finito di raccontare un aneddoto del tuo professore di educazione artistica che alle medie, mentre commentava un quadro del [inserire nome famoso pittore del Cinquecento a caso] si interruppe ed esclamò: “Ma, L. la splendida donna del quadro! Sei tu!” e gli amici presenti hanno enumerato somiglianze di te con varie dive cinematografiche del passato. Hai ascoltato rilassata le considerazioni che si dipanavano attorno a te. Nel momento di silenzio, prima che si concludesse il gioco, ho buttato la mia: “Ti è andata bene! A me l&amp;#8217;unica volta che han detto che assomiglio a qualcuno, tempo fa, dissero che assomigliavo al batterista degli Stone Temple Pilots!”. Hai abbozzato un sorrisino, lasciando che cadesse il discorso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qualche ora più tardi, guido in silenzio per riportarci a casa. Abbozzo una conversazione su argomenti extra non previsti ma me la stronchi con un monosillabo. So che non lo fai apposta. Lisci la manica del giubbotto con cura, ti massaggi la mano, sempre in silenzio, guardando la pioggerella.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io decido che non mi farò venire il mal di testa per scegliere quale conversazione iniziare e da portare avanti assieme, che non riguardi il tuo smalto rosso.&lt;/p&gt;</description><link>http://endism.tumblr.com/post/1507090436</link><guid>http://endism.tumblr.com/post/1507090436</guid><pubDate>Sun, 07 Nov 2010 11:34:00 -0500</pubDate></item><item><title>where is my nevermind</title><description>&lt;p&gt;Perdo colpi? È vero che perdo colpi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Leggo le produzioni intellettuali di amici che dedicano meno di un pomeriggio all&amp;#8217;analisi di un fenomeno qualsiasi; lo analizzano con puntualità, chiarezza e originalità e ne ricavano degli scritti piacevoli che io non saprei più scrivere. O forse non ne sono mai stata in grado.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A me sembra di dire sempre le stesse cose, che non sono semplici, che non sono complesse.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se perdo un passaggio logico, mi sento fregata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I miei errori paragonati a quelli altrui non sono così gravi, eppure quando li commetto li giudico più indifendibili di quelli altrui.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nessuno mi dice brava. Con quello potrei migliorare.&lt;/p&gt;</description><link>http://endism.tumblr.com/post/1473464889</link><guid>http://endism.tumblr.com/post/1473464889</guid><pubDate>Wed, 03 Nov 2010 17:49:18 -0400</pubDate></item></channel></rss>
